Ogni anno, il 27 gennaio, il mondo celebra la Giornata della Memoria dedicata alle vittime dell’Olocausto.
La data commemora la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, in Polonia, il 27 gennaio 1945. Questa giornata rappresenta un momento imprescindibile di riflessione e di rinnovato impegno civile perché non serve solo a “ricordare” ma anche a riflettere sulle cause della discriminazione, sul pericolo dei regimi totalitari e sulle conseguenze della violenza sistematica.
I bambini ed i ragazzi delle nostre scuole primarie sono state coinvolti, attraverso letture, video, attività artistiche, riflessioni e discussioni, sul significato di questa importante giornata.
Scuola San Mauro
Come ogni anno, le attività dedicate a questa ricorrenza sono state molteplici e diversificate in tutte le classi ma accomunate da una particolare attenzione alle parole, a quanto possano essere pesanti e potenti nel creare giudizi, pregiudizi, sofferenza, incomprensione.
Gli alunni delle classi seconde sono partiti dalla lettura dell’albo illustrato Il Muro per riflettere, attraverso discussioni animate, su cosa si prova quando ci si sente esclusi. Hanno così scoperto che anche noi, nella vita di tutti i giorni, a volte costruiamo muri che dividono con le nostre parole o con i nostri gesti.
La lettura di una poesia ispirata al racconto ha permesso di comprendere quanto sia importante fare Memoria del passato per abbattere i muri dell’indifferenza e della discriminazione; per questo i bambini si vogliono impegnare a costruire, giorno dopo giorno, ponti che uniscono e favoriscono il benessere di tutti, nel rispetto dell’unicità di ciascuno.

Nelle classi terze, grazie alle lettura “La portinaia Apollonia” di Lia Levi, ci si è concentrati sulle parole che emergono in modo netto in questa storia: discriminazione, emarginazione, pregiudizio. Attraverso una profonda riflessione, si è arrivati ad individuarne le parole contrarie come solidarietà, inclusione, apertura e ci si è resi conto che sono le parole con le quali noi ci confrontiamo ogni giorno a scuola. E, allora il senso, del nostro “fare“ quotidiano come piccola comunità è diventato più chiaro: i bambini hanno compreso di essere protagonisti nella costruzione del loro futuro.

I bambini di una classe quinta, hanno conosciuto la storia di Andria a Tati Bucci, due bambine italiane di religione ebraica arrestate e deportate nel campo di Birkenau insieme alla loro mamma.
Hanno dibattuto e riflettuto sul concetto di genocidio esprimendo il proprio pensiero al riguardo anche attraverso bellissimi disegni rappresentativi.

Scuola Moro
Il Colore delle Emozioni: Un Viaggio nel Cuore delle Classi Prime
Cosa ci fa spuntare un sorriso e cosa, invece, ci fa sentire un piccolo nodo allo stomaco? È questa la domanda da cui sono partiti gli alunni delle classi prime per un progetto dedicato all’alfabetizzazione emotiva. Il percorso è iniziato mettendosi in ascolto: i bambini hanno esplorato il proprio quotidiano, imparando a dare un nome a ciò che provano.
Attraverso la lettura di testi dedicati, dialoghi di gruppo e momenti di riflessione, i piccoli studenti hanno tracciato una “mappa del benessere”. Tra gli ingredienti fondamentali per stare bene sono emersi l’amicizia, il gioco condiviso, i sorrisi e la dolcezza delle coccole. Questi elementi non sono solo momenti di svago, ma le basi per sentirsi accolti e parte di una comunità, a scuola come a casa.
Il viaggio è poi proseguito verso le “emozioni difficili”. Con grande sensibilità, i bambini hanno affrontato temi come l’esclusione, la tristezza e l’impatto delle “parole brutte”. Riflettere su cosa significhi sentirsi messi da parte ha permesso a tutti di comprendere quanto le nostre azioni influenzino gli altri. Il risultato? Una nuova consapevolezza sull’importanza del rispetto, dell’ascolto e del potere magico delle parole gentili.
Oltre i Pregiudizi: Le Classi Seconde e la Bellezza dell’Inclusione
I lavori prodotti dalle classi seconde sono davvero emozionanti; i disegni mostrano come i bambini abbiano colto perfettamente il cuore del messaggio: l’amicizia come scudo contro l’esclusione.
Cosa significa sentirsi esclusi? E come possiamo diventare campioni di accoglienza? Le classi seconde hanno cercato le risposte tra le pagine dell’albo illustrato “Vietato agli elefanti” di Lisa Mantchev. Questa storia delicata ha offerto lo spunto per una profonda riflessione collettiva sul superamento delle barriere e sull’importanza di non lasciare mai nessuno da solo.
Dopo la lettura, i bambini si sono messi alla prova con attività di comprensione e riflessione personale. Ogni alunno ha scelto una frase del libro che sentiva particolarmente vicina al proprio cuore, trasformandola in colori e forme. Dai loro quaderni emergono messaggi potenti nella loro semplicità:
- “Un amico ti solleva quando sei in difficoltà”
- “Un amico non si dimentica mai di te”
- “Un amico ti accoglie sempre a braccia aperte”
Il percorso non si è fermato ai singoli quaderni, ma è diventato un impegno comune: i bambini hanno realizzato grandi cartelloni collettivi, che oggi decorano le nostre pareti come simboli viventi di amicizia, accoglienza e inclusione. Un lavoro prezioso che ci ricorda come, proprio come nella storia dell’elefantino, ci sia sempre posto per tutti in un mondo guidato dalla gentilezza.
Per le classi terze, invece , Ricordare è fondamentale per non ripetere gli errori del passato. La storia ci ha insegnato che quando le persone dimenticano valori importanti come il rispetto e l’uguaglianza, possono accadere cose terribili.
Il bel cartellone che hanno realizzato in cui ci sono tante parole scritte sui “mattoni” del nostro cammino:
- Amore e Ascolto
- Gentilezza e Fratellanza
- Rispetto e Umanità
Queste non sono solo semplici parole, ma sono i “super-poteri” che abbiamo dentro per costruire un mondo migliore, un mondo dove nessuno si senta solo o trattato male a causa del colore della sua pelle, della sua religione o di chi è. Ci sono inoltre delle scarpe che camminano su questi valori. Ci ricordano che dobbiamo percorrere il sentiero giusto ogni giorno, con ogni piccolo gesto: un aiuto a un compagno in difficoltà, un sorriso a chi è triste,un momento di ascolto quando qualcuno vuole raccontare qualcosa.
Questi gesti di solidarietà e cura sono la luce che illumina il cammino, proprio come le storie belle di chi, anche nei momenti più bui, ha aiutato gli altri, rischiando la propria vita.
Ricordiamo le vittime della Shoah, ma ricordiamo anche l’importanza di essere gentili e coraggiosi oggi, per far sì che la pace e la libertà siano sempre con noi.
“Gam Gam” È una canzone ebraica che dice: “Anche se andassi nella valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei sempre con me”. È un messaggio di coraggio e di speranza, anche nei momenti più difficili. Sul cartellone, hanno disegnato rose che sbocciano vicino al filo spinato, unendo il dolore del passato alla bellezza della vita. I nostri bambini, con iI disegno del treno e del filo spinato, ci ricordano la prigionia e le ingiustizie. Ma hanno anche disegnato un uccellino in volo e persone che volano via, per ricordarci quanto siano preziosi la libertà e il rispetto per tutti.
Ricordare queste storie ci aiuta a costruire un futuro migliore, pieno di gentilezza e pace.
Le classi quarte hanno collaborato in una serie di attività interdisciplinari che hanno portato alla realizzazione comune, per tutte e quattro le sezioni, di un “murales” commemorativo dal forte significato simbolico.
Guidati dalle insegnanti a riflettere su quanto ogni parola abbia un peso ben preciso, i bambini e le bambine hanno scritto parole “pesanti”, quali odio, guerra, violenza, discriminazione, crudeltà, sofferenza, che sono stati rappresentati graficamente dal peso dei sassi a terra, e parole “leggere”, come speranza, libertà, pace, amicizia, rispetto, fratellanza, sotto forma di farfalle colorate che volano libere nel cielo. Un filo spinato, simbolo della prigionia dei deportati nei campi di concentramento, separa le parole leggere da quelle pesanti, in un contrasto di forte impatto visivo ed emotivo.
Gli alunni delle classi quinte hanno intrapreso un viaggio toccante nella storia, conoscendo da vicino la vita di Anne Frank. Il percorso è iniziato con la visione di un filmato documentario su YouTube, che ha permesso ai bambini di dare un volto e un contesto alla storia di Anne, per poi proseguire con la lettura diretta di alcune pagine del suo diario.
Leggere le parole di Anne è stato fondamentale per comprendere non solo la sofferenza e le privazioni causate dall’Olocausto, ma anche la straordinaria forza d’animo di una ragazza che non ha mai smesso di credere nel futuro. I bambini hanno riflettuto profondamente sull’importanza di ricordare ciò che è accaduto ieri per far sì che non si ripeta oggi. A conclusione dell’attività, gli studenti hanno espresso i propri pensieri attraverso disegni e riflessioni personali. Tra le frasi scritte dai ragazzi, emerge un messaggio potente di civiltà: “Secondo me siamo tutti uguali e quindi nessuno deve essere trattato in modo diverso per le sue origini”. Un’attività che ha trasformato la storia in un’importante lezione di empatia, ricordandoci che il rispetto e l’uguaglianza sono i pilastri su cui costruire il nostro domani.
I bambini hanno realizzato, inoltre, un cartellone speciale, una vera e propria “Strada della Memoria”. Questo progetto vuole essere un percorso che parte dal ricordo delle vittime della Shoah e arriva ai valori che dobbiamo portare sempre con noi. Ci sono i nomi di persone che hanno vissuto in prima persona gli orrori della guerra e dei campi di concentramento: Liliana Segre, senatrice a vita e testimone instancabile; Primo Levi, scrittore che ha raccontato la sua esperienza nel libro “Se questo è un uomo”; Albendra & Latona, Buca , Etty Hillesum, donne e uomini coraggiosi che ci hanno lasciato le loro parole come eredità. Ognuno di loro ci ha insegnato il valore della Parola e dell’Umanità. Sullo sfondo della nostra strada ci sono valori fondamentali, come l’Amore, l’Ascolto, la Gentilezza, la Fratellanza e il Rispetto. Questi sono i “mattoni” che ognuno di noi, cittadino di oggi e di domani, deve usare per costruire un mondo in cui ingiustizie e odio non abbiano più spazio. La memoria storica della Shoah non riguarda solo il popolo ebraico, ma l’intera umanità. Dobbiamo conoscere il passato per non ripetere gli stessi errori e lottare ogni giorno affinché la pace e l’uguaglianza siano realtà per tutti.
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