Il Giorno del Ricordo 2026 è un richiamo alla fratellanza

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Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, istituito per conservare e rinnovare la memoria di una tragedia che ha segnato profondamente la storia del nostro Paese e nella quale persero la vita numerosi cittadini italiani.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale, molti italiani dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia furono considerati “nemici del popolo” e costretti ad abbandonare le proprie case ed i propri beni più cari. Migliaia di uomini furono inoltre perseguitati, torturati, uccisi e gettati nelle cavità carsiche, conosciute come foibe. A tali eventi si accompagna il doloroso esodo forzato delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate, parte integrante della complessa vicenda del confine orientale.

Per queste ragioni, la Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio come Giorno del Ricordo, con l’obiettivo di «conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

In tale prospettiva, alle classi terze della scuola Farè verranno proposte attività commemorative e di approfondimento, finalizzate a promuovere la riflessione storica ed il rispetto della memoria.

Ricordare oggi significa anche aiutare studenti e studentesse a comprendere quanto sia fragile il confine, che separa la pace da tragedie simili a quelle che ancora si consumano in diverse parti del mondo, dove guerre e devastazioni colpiscono popolazioni innocenti.

La scuola italiana ha il compito di favorire la comprensione dei fenomeni storici, che ciclicamente si ripetono, affinché ogni azione futura sia saldamente ancorata al rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo.

Dimenticare e cancellare le foibe è come seppellire la nostra storia. Un Paese senza memoria è un Paese senza identità”, Rinaldo Sidoli

 

 

 

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