Il Memoriale della Shoah a Milano: le classi Faré incontrano la Storia. 

Avatar utente

Webmaster

Personale tecnico

0

“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”, ha insegnato a tutti noi Liliana Segre, la senatrice a vita, fortunosa superstite dei lager della Shoah. Partita, infatti, come altri cittadini italiani, dal Binario 21 della stazione centrale di Milano nel 1944, per Auschwitz, Liliana riuscì a tornare e così testimoniare quanto successo, quanto sofferto. Se ne sono resi conto, il 10 ed 11 dicembre scorso, con emozione e serietà, gli studenti delle classi terze Faré, recatisi in visita al Memoriale cittadino, unico del genere, mantenutosi nel tempo. Dentro uno scenario cupo e surreale, tra luci ed ombre, i carri di legno, le rotaie, e la traccia palpabile delle anime sofferenti, transitate da quei luoghi, i nostri alunni hanno  incontrato ed immaginato concretamente  cosa capitasse agli sventurati viaggiatori dei convogli postali della stazione, considerati oggetti da trasportare” in massa, al freddo, privi di acqua e cibo, nella più forte promiscuità ed umiliazione, verso una fine vita infernale, perché ebrei, partigiani od oppositori politici.  Tra loro solo 27 persone delle 774 deportate, nei primi viaggi, il 6 dicembre 1943 ed il 30 gennaio 1944 dal Binario 21, verso Auschwitz-Birkenau, riuscirono a resistere, scampando miracolosamente  alla terribile condanna; a loro passó quindi  il dovere di educarci e farci capire, sensibilizzarci ed  onorare la memoria, per il riscatto delle vittime, per omaggiare i giusti e, soprattutto, lottare contro il ripetersi degli orrori del passato. 

“È stato intenso ed interessante ascoltare, conoscere ed avvertire il passato ad un passo da noi.  Abbiamo avuto paura, ci siamo immedesimati ed abbiamo finalmente  inteso”, hanno commentato  i giovanissimi visitatori. 

 

“Quelli che amiamo, ma che abbiamo perduto, non sono più dove erano, ma sono sempre dovunque noi siamo”,  Sant’Agostino

 

Prof.ssa Paola Cogliati

Salta al contenuto